Chi arriva su questo tratto di costa pensa al mare e scopre, poche curve più su, un'altra Sicilia. Il Parco dei Nebrodi è la più vasta area protetta dell'isola e si stende alle spalle del litorale tirrenico messinese, salendo dai boschi di quota fino ai crinali che sfiorano i milleottocento metri. Da Naso e da Capo d'Orlando ci si entra con una guida di montagna o semplicemente con l'auto, seguendo le strade che risalgono i valloni: nel giro di un'ora si passa dagli ombrelloni alle faggete.
Che cosa sono davvero i Nebrodi
Non sono montagne verticali e drammatiche: sono dorsali larghe, ondulate, coperte da boschi fitti. È questa la loro cifra. Sui versanti più alti dominano le faggete, con esemplari secolari, mentre più in basso si alternano querceti, sugherete e pascoli. Il paesaggio è più nordico di quanto ci si aspetti in Sicilia, e in autunno i colori lo dimostrano.
L'altra caratteristica sono gli animali. Nel Parco si incontrano cavalli, bovini e suini al pascolo brado lungo le strade e nelle radure: non sono un'attrazione organizzata, sono il modo in cui qui si alleva da secoli. Guidate piano e non avvicinatevi: sono animali abituati alla libertà, non alla compagnia.
Il lago Biviere e il lago Maulazzo
I due specchi d'acqua più noti del Parco si trovano nella zona di Monte Soro, la cima più alta della catena. Il lago Biviere è un bacino naturale posto attorno ai milleduecento metri di quota, circondato da antiche faggete: è considerato la zona umida d'alta quota più importante della Sicilia, e l'atmosfera che si respira sulle sue rive, con la nebbia che sale dal bosco, non ha nulla di mediterraneo.
Poco distante si trova il lago Maulazzo, un invaso artificiale ai piedi di Monte Soro, con un anello escursionistico attorno a una decina di chilometri, percorribile in poche ore e adatto a chi cammina con regolarità. Chi vuole di più può collegare i due laghi passando per la cima: è un itinerario decisamente più lungo e impegnativo, da affrontare solo se allenati e ben attrezzati.
I sentieri e come sceglierli
Il Parco è attraversato da una rete di sentieri di difficoltà molto varia. Ci sono percorsi brevi e quasi pianeggianti attorno ai laghi e nelle faggete, adatti anche a una famiglia con bambini abituati a camminare, e itinerari lunghi che superano i quindici chilometri con dislivelli importanti.
La regola è non improvvisare. In quota il tempo cambia in fretta anche d'estate, la copertura telefonica non è ovunque garantita e le strade forestali possono essere chiuse o dissestate. Informarsi prima presso l'ente Parco, o affidarsi a una guida escursionistica locale, è la scelta più ragionevole, soprattutto se non conoscete la zona.
I borghi di quota e i sapori del Parco
Il Parco non è solo natura: dentro e attorno ai suoi confini vivono paesi che ne raccontano la storia. Naso stessa, dove si trova lo Chalet Mirò, è uno dei borghi affacciati su questo mondo, con il vantaggio di stare a metà strada fra il bosco e il mare. Salendo verso l'interno si incontrano centri più piccoli, dove la giornata scorre ancora su ritmi antichi.
Sul piano gastronomico i Nebrodi hanno due bandiere riconoscibili: il suino nero, allevato allo stato brado, e i funghi dei boschi, in particolare i porcini. A questi si aggiungono la nocciola coltivata sui versanti collinari e i formaggi di malga. Sono prodotti che si trovano nelle botteghe dei paesi e che, in autunno, diventano il tema delle sagre di zona.
Quando andare
La primavera è la stagione dei prati fioriti e dell'acqua abbondante; l'estate offre una via di fuga dal caldo della costa, con temperature molto più sopportabili in quota; l'autunno è il momento dei funghi, delle castagne e dei colori del faggio. In inverno la neve non è rara sulle cime, e alcune strade possono diventare difficili.
Un consiglio di ritmo: non provate a fare Parco e mare nella stessa mezza giornata. Le strade di montagna sono strette e tortuose, i tempi di percorrenza si allungano rispetto ai chilometri sulla carta, e la fretta è il modo peggiore di attraversare un bosco.
I Nebrodi sono il contraltare perfetto di una vacanza al mare: silenziosi, ombrosi, con un'aria diversa. Bastano una giornata e un po' di prudenza per capire perché chi vive qui li considera casa tanto quanto la costa.
Fra il bosco e il mare
Lo Chalet Mirò, a Naso, è un buon punto di partenza per chi vuole alternare le giornate in quota e quelle sul litorale. Patio, cucina completa e parcheggio privato riservato compreso.