Il santuario di Tindari affacciato sul mare
Il santuario di Tindari affacciato sul mare — foto: Bernard Gagnon · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Se dovessimo indicare una sola gita da fare partendo da questa costa, sarebbe difficile non dire Tindari. Il promontorio si trova poco a est di Capo d'Orlando, nel territorio di Patti, e mette insieme in pochi ettari tre cose che raramente convivono: un santuario molto amato, un'area archeologica di età greca e romana e una riserva naturale con lagune di acqua salmastra ai piedi della rupe. Ci si arriva in poco più di mezz'ora d'auto e si può organizzare comodamente in una giornata.

Il santuario della Madonna Nera

La basilica santuario di Maria Santissima del Tindari si trova all'estremità del pianoro, a picco sul mare, nell'area dove sorgeva l'antica acropoli. Custodisce una statua lignea di origine bizantina, la Madonna Nera, oggetto di una devozione profonda e diffusa in tutta la Sicilia.

Al di là della dimensione religiosa, il colpo d'occhio dal sagrato è uno dei più memorabili dell'isola: sotto di voi si aprono la spiaggia e le lagune di Marinello, davanti c'è il Tirreno aperto. È un luogo frequentato tutto l'anno, e nei periodi di maggiore affluenza conviene arrivare presto la mattina.

L'area archeologica e il teatro greco

Tindari fu fondata nel 396 avanti Cristo da Dionisio I, tiranno di Siracusa, come colonia della Magna Grecia. L'area archeologica conserva l'impianto urbano, i resti di quello che viene identificato come ginnasio o basilica, tracce di ville di epoca romana, parti della cinta muraria e un antiquarium con i reperti rinvenuti negli scavi.

Il pezzo più suggestivo resta il teatro greco, scavato nel pendio e orientato in modo che la scena abbia il mare come fondale. Non è soltanto un rudere da guardare: ancora oggi ospita spettacoli, concerti e rappresentazioni. Se il vostro soggiorno cade in estate, vale la pena verificare sui canali ufficiali se ci sono eventi in programma nei giorni in cui vi trovate qui.

La riserva dei laghetti di Marinello

Ai piedi della rupe, la costa forma un'ampia lingua di sabbia che racchiude alcune lagune di acqua salmastra: sono i laghetti di Marinello, protetti da una riserva naturale orientata istituita alla fine degli anni Novanta. La particolarità del luogo è che cambia: le correnti e le mareggiate spostano la sabbia, così la forma dei bacini e dei cordoni sabbiosi non è mai identica di anno in anno.

Si accede alla zona dal basso, con una passeggiata pianeggiante che costeggia il mare. È un ambiente delicato, importante per l'avifauna: conviene restare sui percorsi segnati, evitare di calpestare la vegetazione delle dune e portare via tutti i rifiuti.

Come organizzare la giornata

La combinazione più equilibrata è questa: mattina in alto, fra santuario e area archeologica, quando la luce è buona e il caldo sopportabile; pranzo al sacco o sosta in paese; pomeriggio in basso, alla riserva, con eventuale bagno se la stagione lo consente.

Tenete conto che nei periodi di grande afflusso l'accesso in auto alla sommità del promontorio può essere regolato e che la viabilità nei giorni delle celebrazioni religiose viene modificata. Salire a piedi dall'area di parcheggio è comunque parte dell'esperienza, ma richiede scarpe adatte e un cappello nei mesi caldi.

Un contorno di costa e di borghi

Tindari non è isolata. Il tratto di litorale che la separa da Capo d'Orlando alterna spiagge ampie e promontori rocciosi, e nell'entroterra si aprono i primi rilievi dei Nebrodi. Se avete l'auto e una giornata generosa, potete legare la visita al promontorio con una risalita verso l'interno e chiudere il giro rientrando lungo la costa nel tardo pomeriggio.

Dal punto di vista logistico, sia Casa Mirò a Capo d'Orlando sia lo Chalet Mirò a Naso funzionano bene come base: la distanza è simile e la strada è la stessa per buona parte del percorso.

Prima di andare: orari di apertura dell'area archeologica e del santuario, condizioni di accesso alla riserva e regolamentazione del traffico cambiano nel corso dell'anno. Conviene verificarli sui canali ufficiali dei rispettivi enti nei giorni precedenti la visita.

Tindari è uno di quei posti che restano addosso. Non tanto per il singolo monumento, quanto per la sovrapposizione: la roccia, il teatro rivolto al mare, la devozione popolare e la sabbia che si riscrive da sola in basso. Andateci con tempo, e lasciate almeno un'ora senza programma.

Una base per le gite in giornata

Casa Mirò a Capo d'Orlando e lo Chalet Mirò a Naso sono entrambi a breve distanza dalle mete della costa tirrenica messinese. Cucina completa e biancheria inclusa in entrambe le unità.