La costa tirrenica messinese ha una cucina che sta in mezzo a due mondi. Da una parte c'è il mare, con il pesce che arriva dal golfo e la tradizione delle famiglie di pescatori; dall'altra ci sono i Nebrodi, con i formaggi di pascolo, i salumi e le verdure di collina. Tra Naso e Capo d'Orlando questi due registri si incrociano continuamente, e non è raro trovarli nello stesso pasto. Ecco come orientarsi senza farsi troppe domande e senza perdere tempo.
Il pesce del golfo e la logica del pescato
Qui il pesce non è un piatto da cartolina: è una consuetudine. Il Tirreno di questa zona è generoso soprattutto con il pesce azzurro e con quello che si presta a preparazioni semplici, alla griglia o in umido. La regola che conviene adottare è la stessa che segue chi ci abita: chiedete cos'è arrivato oggi, non cosa c'è sul menu. Il pescato cambia con la stagione, con il vento e con la giornata, e chi vi risponde con precisione di solito è chi lavora bene.
Se cucinate in appartamento, il pesce fresco è anche la scelta più comoda: pochissimi minuti in padella, un filo d'olio, limone, prezzemolo. Non serve altro, e in vacanza è esattamente il tipo di cena che si ha voglia di preparare.
La montagna che scende a tavola
A pochi chilometri dalla battigia il paesaggio cambia e con lui la dispensa. Dai Nebrodi arrivano la provola, il caciocavallo, i salumi di suino nero, le patate di montagna, i legumi e le nocciole. È un repertorio più rustico e più caldo, che dà il meglio in autunno e in inverno ma resta presente tutto l'anno sui taglieri e nelle paste condite in modo semplice.
Questa vicinanza è il vero lusso della zona: potete costruire una cena che parte dal mare e finisce con un formaggio nato a mille metri, senza aver percorso più di mezz'ora di strada.
Verdure, agrumi e la pasticceria di casa
Le verdure meritano attenzione quanto il resto. Melanzane, zucchine, peperoni, pomodori e le erbe spontanee della collina compongono contorni che spesso valgono il piatto principale. Gli agrumi accompagnano tutto l'anno, e nella bella stagione un'insalata di arance o un limone spremuto sul pesce bastano a chiudere il discorso.
Sul fronte dolce, la Sicilia non delude mai: granita e brioche a colazione nei mesi caldi, cannoli, paste di mandorla e i dolci alla nocciola tipici dell'entroterra nebroideo. Non è una regione in cui si esce dalla pasticceria a mani vuote.
Mangiare fuori o cucinare: come alternare
Il ritmo che funziona meglio, per esperienza dei nostri ospiti, è alternare. Uno o due pasti fuori per assaggiare le preparazioni che a casa non si fanno, e il resto in appartamento con la spesa fatta sul posto. Chalet Mirò e Casa Mirò hanno entrambe una cucina completa e biancheria inclusa, quindi non dovete portarvi nulla: bastano il mercato e mezz'ora di lavoro.
Un consiglio di metodo: fate la spesa la mattina presto, quando i banchi sono pieni, e decidete il menu dopo aver visto cosa c'è. È il contrario di come si fa in città, ma è il modo giusto di mangiare qui.
Non aspettatevi una cucina complicata, perché non lo è. Aspettatevi ingredienti buoni trattati con rispetto e porzioni che raccontano una certa idea di ospitalità. Se partite da qui e vi lasciate guidare dalla stagione, tra Naso e Capo d'Orlando si mangia molto bene con pochissimo sforzo.
Cucina attrezzata, mercato a due passi
Le nostre due unità sono pensate per chi ama cucinare in vacanza senza rinunciare a uscire. Contattateci per informazioni e disponibilità.